Deducibilità erogazioni liberali COVID-19


Chi in queste tempo ha dato offerte alla parrocchia può ottenere sgravi fiscali con la compilazione del modulo firmato dal parroco

Reverendo Parroco,

                    tra le disposizioni adottate per fronteggiare la complessiva emergenza causata dal COVID-19, l’art. 66 del Decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 (cd. “Decreto Cura Italia”), convertito con modificazioni dalla Legge n. 27 del 2020, prevede la possibilità di incentivi fiscali per coloro che nell’anno in corso effettuino erogazioni liberali in denaro o in natura per «finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19». Tra i soggetti che possono ricevere le liberalità agevolate vi sono gli «enti religiosi civilmente riconosciuti» e dunque, in primis, le Parrocchie.

Sul piano applicativo, importanti precisazioni sono state fornite dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 8/E del 3 aprile scorso (si veda, in particolare, il punto 5) e la Risoluzione n. 21 del successivo 28 aprile.

Affinché i donanti possano fruire delle predette agevolazioni occorre tra l’altro:

­      con riferimento alle liberalità in denaro, che esse vengano effettuate non in contanti bensì attraverso mezzi di pagamento “tracciati”;

­      con riferimento alle liberalità in beni, che esse siano accompagnate da un documento fiscale descrittivo degli stessi.

L’erogazione è:

­      detraibile dall’imposta sulle persone fisiche (IRPEF) per un importo pari al 30% dell’erogazione stessa con massimo di € 30.000 (art. 66 co. 1 D.L. 18/2020);

­      integralmente deducibile, senza limiti d’importo, dal reddito d’impresa (art. 66 c. 2 D.L. 18/2020).

È necessario che la Parrocchia, da un lato, contabilizzi correttamente tutte le liberalità ad essa pervenute; dall’altro, documenti e contabilizzi specificamente l’utilizzo degli importi e dei beni ricevuti per le finalità tutelate dalla normativa. A tale proposito si chiarisce che rientrano senz’altro fra le destinazioni previste le spese sostenute per:

­      la gestione di strutture di accoglienza, anche provvisoria, di persone in stato di bisogno a causa dell’emergenza epidemiologica;

­       il sostegno alimentare di soggetti in condizione di fragilità;

­       la fornitura di beni di prima necessità a nuclei familiari in difficoltà.

Si allegano due fac simile: il primo (all. 1) da rilasciarsi per le erogazioni in denaro, il secondo (all. 2) da rilasciarsi per le erogazioni in natura.

Un caro saluto nel Signore.

Mons. Pierangelo Pedretti

Prelato Segretario

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